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La tutela "itinerante" della privacy.

12/12/2007

Se viene impugnato un provvedimento del Garante della privacy e contemporaneamente si convengono in giudizio più titolari del trattamento per il risarcimento del danno, le cause devono essere separatamente proposte davanti al giudice nel cui foro ha sede ciascuno dei predetti titolari. Questo è quanto ha sostenuto la Corte di Cassazione, sez. III, con la sentenza n. 23280, dell’8 novembre 2007.
La Corte, chiamata a pronunciarsi su un ricorso per regolamento di competenza, ha infatti affermato che la disposizione di cui all’art. 152, comma 2, del D.lgs. n.196/2003, la quale stabilisce che per le tutte le controversie riguardanti l’applicazione del codice della privacy è competente il tribunale del luogo ove ha sede il titolare del trattamento, rappresenta un’ipotesi di competenza territoriale funzionale e inderogabile. Pertanto, afferma la Suprema Corte, non può trovare applicazione il cumulo soggettivo delle cause proposte contro più persone a sensi dell’art. 33 c.p.c..
La Corte infatti, riprendendo quanto già sostenuto nella sentenza 7 luglio 2004, n. 12428, ha ribadito l’inapplicabilità dell’articolo 33 c.p.c. in caso di competenza funzionale e inderogabile, dato che il criterio del cumulo soggettivo, determinando uno spostamento di competenza territoriale rispetto ai criteri ordinari, può ritenersi utilizzabile solo se detti criteri siano relativi e derogabili.
La Corte inoltre, afferma che pur essendo parte della controversia il Garante della Privacy, non trova applicazione il cd. “criterio del foro erariale”, in quanto, essendo la norma contenuta nell’art. 152 una norma speciale, essa prevale su quella generale prevista dall’art. 25 c.p.c..
Tale sentenza conferma allora che il succitato art. 152 prevede una disciplina della competenza che costringe l’interessato a spostarsi di foro in foro, per veder tutelati i propri diritti, nei confronti dei vari titolari del trattamento.
Soluzione del tutto diversa è quella che è stata adottata dal legislatore nel D.lgs. n. 205/2006, il cd. Codice del Consumo, il quale agli artt. 63 e 79, dispone che per le controversie civili inerenti l’applicazione delle disposizioni in esso contenute “la competenza territoriale inderogabile è del giudice del luogo di residenza o di domicilio del consumatore, se ubicati nel territorio dello Stato”. In tal maniera si costringono le imprese a spostarsi avanti al giudice di residenza del consumatore, e si evita che la parte debole, il consumatore, debba sostenere i costi di un giudizio presso il foro del convenuto.

A.P.


 

Testo integrale della sentenza, Cass. Sez. III, n.23280/2007.

 

 

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